Gli artigiani e la crisi: aumenta tra gli imprenditori la sfiducia nel sistema economico

16 agosto 2012 ore 18.48

Hanno fiducia in loro stessi, ma non nel “sistema Italia”, verso il quale lo scetticismo è dilagante, vuoi per una burocrazia che soffoca ogni iniziativa imprenditoriale, vuoi per una pressione fiscale sempre più vigorosa. Lo evidenzia l’Ufficio studi di Confartigianato di Udine, secondo cui, nei primi sette mesi del 2012, la quota degli sfiduciati nelle capacità di ripresa dell’economia nazionale è passata dal 62% al 70%, con appena un artigiano friulano su 37 che ha aumentato il proprio grado di fiducia verso il Bel Paese (alla fine del 2011 gli ottimisti erano 1 su 12).

Numeri che lasciano poco spazio alle interpretazioni ottimistiche: mese dopo mese, in questo 2012, è aumentata di un punto la percentuale di pessimisti ed è diminuita, sempre di un punto, quella degli ottimisti. In mezzo una quota abbastanza stabile, vicina al 60%, di artigiani friulani che resta con i piedi per terra e sembra attendere gli eventi.

«Si fa fatica a capire costa sta succedendo a livello nazionale – commenta il presidente provinciale di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti –. La sfiducia oramai è dilagante non soltanto tra gli artigiani, ma anche tra la gente comune. Tutti hanno accettato una pressione fiscale sempre più forte per dare una mano al Paese, ma poi i risultati stentano ad arrivare: la manovra Monti è sfumata, i posti di lavoro sono sempre di meno, in pochi pagano, non si mettono in discussione i privilegi di alcuni. In questo scenario – precisa Tilatti – la gente è piena di paura».

Per cambiare rotta e diminuire la sfiducia nel sistema, il presidente di Confartigianato si aspetta una serie di segnali positivi: «Tagliamo gli stipendi dei dirigenti superiori ai 200 mila euro, lasciando stare le pensioni e le paghe basse. Inoltre vanno semplificate le procedure di questo Paese, perchè la burocrazia sta dando la mazzata finale. Se finalizzata soltanto a sopprimere chi ha voglia di fare, la burocrazia è completamente inutile».

Nonostante tutto, gli artigiani friulani continuano a credere nella propria impresa. Secondo la XIII indagine congiunturale di Confartigianato Udine infatti, seppur in calo, prevale ancora chi è mediamente fiducioso nella propria attività imprenditoriale. A luglio la maggioranza degli artigiani (57,7%) ha un livello medio di fiducia nella propria azienda, mentre la percentuale di imprenditori sfiduciati (27,9%) è in crescita rispetto a gennaio (22,5%). Diminuisce, invece, in misura simile la percentuale di imprenditori fiduciosi (da 19,3% di gennaio a 14,4% di luglio).

Anche se la tendenza, negli ultimi sei mesi, dell’indice di fiducia è negativa (da 48,6 a 45,8), e il saldo tra fiduciosi e sfiduciati è negativo (-13,4%), c’è comunque da sottolineare la grande forza e ottimismo degli artigiani che nonostante 11 semestri di recessione ininterrotta, con giri d’affari in forte contrazione, mantengono in maggioranza (quasi 3 casi su 4) ancora una fiducia medio o alta nelle capacità proprie e dei propri collaboratori di uscire vincenti dalla crisi.

«Questo è il momento di trasmettere messaggi di fiducia – continua il presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti –. Serve un ritorno all’etica: chi commissiona un lavoro deve rendersi conto da subito se potrà avere i soldi per pagarlo, visto che l’accesso al credito è sempre più difficile, e comportarsi di conseguenza». Volendo fare riferimento a qualcosa di positivo fatto dal governo Monti per le imprese, Tilatti segnala la decisione di far pagare l’Iva soltanto dopo aver incassato i soldi di una fattura, definendola «un provvedimento intelligente».

Fonte: http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2012/08/16/news/gli-artigiani-e-la-crisi-il-70-vede-nero-1.5552439

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